Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani
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31 Dicembre 2000    anno LV - N. 23
il sommario


Meeting OMS sul controllo della rabbia nell'Europa centro-orientale

FRANCO MUTINELLI
IZS delle Venezie,
Legnaro


Dal 10 al 12 settembre 2000 si è tenuto a Tallinn (Estonia) il meeting sul controllo della rabbia fra i rappresentanti degli Stati dell'Europa centrale-orientale.
Il meeting, che si tiene solitamente ogni due anni (Portoroz, Slovenia nel 1996 e Zagabria, Croazia nel 1998), è stato organizzato dal Dr. Schlüter del Centro di referenza per la rabbia dell'OMS di Wüsterhausen (Germania) in collaborazione con i Servizi Veterinari Estoni e rappresenta un importante momento di confronto e di programmazione in materia di sorveglianza e controllo della rabbia.
Erano rappresentati i seguenti stati: Austria, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Italia, Lituania, Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina, Ungheria. Erano assenti i rappresentanti di Bielorussia, Romania e Moldavia. Hanno inoltre partecipato i rappresentanti dell'OIE (M. Aubert), della Commissione Europea (K. Sander-Vornhagen) e del Centro di collaborazione sulla rabbia OIE/OMS (M. Aubert, F. Cliquet, J. Barrat, AFSSA, Nancy).
Dopo il saluto del Direttore Generale dei Servizi Veterinari Estoni, Dr. A. Pärtel, dei rappresentanti dell'OIE e della Commissione, il Dr. Aubert (AFSSA, Nancy, Francia) ha aggiornato i presenti sull'analogo meeting tenutosi a Nancy nel giugno scorso fra i rappresentanti degli stati dell'Europa occidentale (Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Svizzera) che sono coinvolti nelle attività dirette al controllo della rabbia. I primi tre stati stanno ancora realizzando campagne di vaccinazione orale delle volpi in corrispondenza dei loro confini, dirette ad eliminare definitivamente la minaccia della rabbia e va ricordato che negli ultimi tre anni non sono più stati segnalati casi negli animali selvatici, a dimostrazione dell'efficacia delle misure di profilassi applicate. In Francia negli ultimi quattro anni sono stati invece segnalati 4 casi di rabbia nei pipistrelli (uno per anno).
Il Dr. Schlüter ha presentato i risultati del questionario relativo alle misure di controllo della rabbia che viene inviato ai rappresentanti degli stati invitati, precedentemente all'incontro, che è servito per aggiornare lo stato dell'arte sull'argomento. Da rilevare è la progressiva e sensibile riduzione del numero di casi negli animali domestici, mentre la volpe è ancora la specie più rappresentata fra i selvatici. Il numero di casi di rabbia diagnosticati negli animali è stato 6.605 nel 1998 e 6.586 nel 1999.
La Germania ed anche la Repubblica Ceca hanno fatto registrare un aumento di focolai rispetto agli anni precedenti, caratterizzati dalla ricomparsa dell'infezione in zone precedentemente liberate attraverso le campagne di vaccinazione. Notevole attenzione è stata inoltre rivolta al riscontro di nuovi casi di rabbia nei pipistrelli insettivori nel nord Europa.
I rappresentanti degli stati presenti hanno relazionato sull'attuale situazione della rabbia (Figura 1) e sulle misure di controllo e profilassi applicate. La situazione può essere sintetizzata come segue: nuovi focolai sono stati riscontrati in Germania al confine con la Repubblica Ceca in zone precedentemente liberate dalla rabbia; analoga situazione è stata registrata anche in Austria al confine con Repubblica Ceca e Slovacchia ed in Slovenia al confine con la Croazia. Tutti gli stati citati ad eccezione della Slovacchia e Croazia effettuano da anni campagne di vaccinazione orale delle volpi.
Per quanto riguarda l'Italia, si ricorda che l'ultimo caso di rabbia risale al 1995 e che le misure di sorveglianza e controllo hanno previsto anche quest'anno, oltre al monitoraggio della popolazione dei selvatici, la vaccinazione orale delle volpi lungo il confine con la Slovenia. Dal gennaio 2000 nella Regione Friuli Venezia Giulia non è invece più obbligatoria la vaccinazione dei cani. Spostandosi più ad est ricordiamo la Polonia, che ha realizzato campagne di vaccinazione delle volpi al confine con la Germania e che segnala ancora casi nella parte orientale del paese, la Slovacchia, che ha appena iniziato ad applicare questa strategia ed altri stati come Romania e Bulgaria, che al momento svolgono solo un'attività di diagnosi della malattia. A nord, le Repubbliche Baltiche segnalano numerosi casi soprattutto nei selvatici e risentono inevitabilmente della pressione dell'infezione proveniente dalla Russia. La Finlandia risulta attualmente indenne, grazie alle campagne di vaccinazione che da anni vengono realizzate lungo il confine con la Russia.
Il Dr. W. Müller del Centro di collaborazione OMS di Tubingen (Germania) ha fornito un aggiornamento sugli interventi di vaccinazione orale delle volpi condotti in Germania e sui termini di riferimento per la dichiarazione di area indenne da rabbia.
Il Dr. T. Müller (Wüsterhausen) ed il Dr. Barrat (AFSSA; Nancy) hanno presentato i risultati del questionario relativamente alla diagnosi della rabbia in termini di strutture, attrezzature, personale e metodiche utilizzate nei laboratori degli stati partecipanti al meeting. In particolare è emersa la necessità di armonizzare le metodiche diagnostiche attualmente in uso nelle diverse realtà.
Il Dr. Aubert ha presentato le linee di attività del progetto di ricerca comunitario FAIR CT97-3515 "Wildlife vaccination against rabies in particular and emergency situation and its possible impact on the environment" che ha come partner Francia, Belgio, Germania, Italia e Svizzera. In quest'ambito sono stati presentati i risultati relativi alla messa a punto di un test ELISA per la titolazione anticorpale nei confronti della rabbia nelle volpi e agli studi sullo stato immunitario dei cuccioli di volpe e sulla loro dimostrata immunocompetenza rispetto alla vaccinazione orale.
Il Dr. T. Müller ha poi illustrato i risultati delle sperimentazioni condotte in collaborazione con la ditta IDT, produttrice di vaccino orale, relativamente al declino degli anticorpi materni in cuccioli di volpe (Vulpes vulpes) e raccoon dog (Nyctereutes procyonoides) nati da madri vaccinate. Il momento critico per la scomparsa degli anticorpi materni è 51° giorno post partum nella volpe e fra il 47° ed il 50° nel raccoon dog. Come già accennato sopra, i cuccioli di volpe sono risultati completamente immunocompetenti a 50 giorni di età e, se vaccinati contro la rabbia per via orale, risultati protetti nei confronti di un challenge consistente.
L'invito a partecipare a questo meeting è esteso anche alle ditte farmaceutiche che operano nel settore specifico. In quest'occasione la Virbac (Francia) ha illustrato le caratteristiche dei vaccini Rabigen oral (SAG2), destinato alla volpe e Rabidog oral, che ha come target il cane. Quest'ultimo ha come caratteristica saliente il fatto che il vaccino è liofilizzato e si ricostituisce quanto l'esca viene a contatto con la saliva del cane.
La Impfstoffwerk Dessau-Tornau (Germania) ha presentato i risultati delle prove di immunizzazione orale e di challenge del raccoon dog con i vaccini Fuchsoral (SADB19) e Rabifox (SADP5/88). Gli animali così vaccinati non hanno solo presentato una risposta anticorpale, ma sono risultati anche protetti nei confronti del challenge.
La Intervet ha trattato della efficacia della vaccinazione post contagio nel cane. Detta pratica è espressamente sconsigliata anche dall'OMS, tuttavia quanto riportato va visto nell'ottica di quei paesi in cui, per motivi principalmente di ordine religioso, gli animali esposti al contagio non vengono soppressi. L'efficacia di questo tipo di intervento potrebbe quindi essere utilizzato con la finalità di proteggere l'uomo dalla possibile ulteriore trasmissione dell'infezione.
Il Dr. Schlüter ha fornito alcuni spunti per il controllo della rabbia negli anni a venire, in merito alle strategie comuni dirette a proteggere gli stati indenni da rabbia e alle possibilità di estendere ulteriormente dette aree, nonché alla necessità che altri stati attivino programmi di vaccinazione orale dei selvatici e che vengano messe a punto strategie di intervento per situazioni di emergenza.
Ciascuno stato dovrà inoltre assicurare la presenza di un gruppo di lavoro sulla rabbia e la sua attività dovrà fare riferimento ad un gruppo di lavoro permanente nell'ambito dell'Unione Europea.
La Dr.ssa Sander-Vornhagen ha ricordato le basi legislative del supporto comunitario al controllo della rabbia ed in particolare alle campagne di vaccinazione orale (Decisione 90/424/CEE e 90/638/CEE), nonché l'iter valutativo a cui i programmi degli stati membri sono sottoposti una volta presentati alla Commissione e, se approvati, anche successivamente alla loro realizzazione. Particolare enfasi è stata inoltre data all'impegno finanziario sostenuto fino ad oggi dall'Unione Europea per la vaccinazione orale delle volpi. L'intervento comunitario copre infatti il 50% delle spese sostenute per l'acquisto delle esche vaccinali. Un limite, a tutt'oggi non superato, è rappresentato dall'impossibilità di un intervento finanziario anche a favore degli stati non membri, confinanti con quelli dell'Unione Europea e che realizzano programmi di vaccinazione orale lungo la zona di confine.
I lavori sono poi continuati in due gruppi di lavoro che hanno trattato di diagnosi e di strategie di controllo della rabbia. Nel gruppo "diagnosi" si è ribadita la necessità per ciascuno stato di individuare un laboratorio di referenza per la rabbia e di attivare test interlaboratorio per la sua diagnosi (previsto per il 2001) diretto alla armonizzazione delle metodiche utilizzate. L'attenzione è attualmente rivolta alla metodica dell'immunofluorescenza (FAT). Altre raccomandazioni emerse riguardano il progressivo passaggio dalle tecniche diagnostiche in vivo a quelle in vitro (colture cellulari), per l'isolamento del virus e l'adeguamento dei laboratori alle norme internazionali in materia di biosicurezza.
Il gruppo "controllo e vaccinazione orale" ha invece sottolineato la necessità di rafforzare ulteriormente la collaborazione fra stati confinanti, quale strumento indispensabile per una efficace applicazione della immunizzazione orale delle volpi, con interventi mirati, capaci di proteggere i territori indenni e di circoscrivere ed estinguere in tempi rapidi eventuali focolai residui o nuovi che dovessero manifestarsi in zone indenni. Non va dimenticata infatti la pressione che la malattia presente nei paesi dell'est europeo esercita con forza crescente su quel confine transnazionale rappresentato dalle aree soggette alla vaccinazione orale. Particolare attenzione dovrà essere inoltre rivolta alle specie animali reservoir e vettori dell'infezione diverse dalla tradizionale volpe, quali raccoon dog e pipistrelli insettivori, come del resto evidenziato anche dagli orientamenti dell'attività di ricerca citata in precedenza.


 

RABBIA 1999:
LA SITUAZIONE EUROPEA
(da RABIES BULLETIN EUROPE n. 4/99)


ALBANIA:
26 animali controllati, tutti negativi

AUSTRIA:
6722 animali controllati, di cui tre volpi, un cane e un daino positivi

BELGIO:
905 animali controllati, di cui i bovino positivo (episodio legato ad un precedente focolaio in una volpe)

BOSNIA-ERZEGOVINA :
Nessun dato

BULGARIA:
25 casi positivi

BELARUS:
105 casi positivi

CROAZIA:
1042 casi positivi

REPUBBLICA CECA:
8995 animali controllati, di cui 214 casi positivi

DANIMARCA:
1 caso positivo

GERMANIA:
70 casi positivi

ESTONIA:
120 casi positivi

FINLANDIA:
91 animali esaminati, tutti negativi

FRANCIA:
602 animali esaminati, tutti negativi

REPUBBLICA FEDERALE YUGOSLAVA:
44 casi positivi

GRECIA:
rabies-free

UNGHERIA:
398 animali esaminati, di cui 156 casi positivi

ISLANDA:
rabies-free

IRLANDA:
rabies-free

ITALIA:
3299 animali esaminati, tutti negativi

LUSSEMBURGO:
61 animali esaminati, di cui 1 caso positivo (un pony)

LETTONIA:
169 casi positivi

MOLDAVIA:
43 casi positivi

OLANDA:
84 animali esaminati, di cui 6 casi positivi

NORVEGIA:
rabies-free

POLONIA:
1147 casi positivi

PORTOGALLO:
rabies-free

ROMANIA:
45 casi positivi

RUSSIA EUROPEA:
2021 casi positivi negli animali e cinque nelle persone!

SPAGNA:
7 casi positivi

SLOVACCHIA:
503 casi positivi

SLOVENIA:
6 casi positivi

SVEZIA:
rabies-free

SVIZZERA:
rabies-free (99 animali esaminati)

TURCHIA:
209 casi positivi

MACEDONIA:
rabies-free

UCRAINA:
nessun dato

REGNO UNITO:
rabies-free

 





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