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COMUNICATO STAMPA:


La Federazione, segue con proccupazione gli accadimenti di questi giorni che hanno visto l'anomalo commissariamento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Anomalia che non riguarda le sole modalità di commissariamento (la gestione è in capo ad un Collegio Commissariale composto da otto componenti). Preoccupa che l'attività di un così importante presidio di salute pubblica venga limitata all'ordinaria amministrazione, preoccupa quando paventato da più parti in merito a disegni autonomisti incoerenti con i tempi e con la storia di questa Istituzione.

Intanto a Brescia, a Bergamo ed in altre Provincie, si segnalano nuove emergenze: focolai di malattia vescicolare che hanno comportato il divieto di movimentazione degli animali, con obbligo di "riacquisizione dell'accreditamento" su un eccezionale contigente di allevamenti e di animali, previsione questa che comporterà capionamenti a carico delle Asl ed analisi in capo all'IZS della Lombardia e dell'Emilia, per l'ennesima volta, pur in un momento di grande precarietà, chiamato a dar prova di organizzazione e di efficenza.

Certi di interpretare i sentimenti della Categoria auspichiamo una rapida soluzione della vicenda che consenta di tracciare un futuro di unità e di eccellenza della Istituzione. In tal senso sollecitiamo le Regioni interessate ed il Ministero della Salute.



IL PRESIDENTE
Gaetano Penocchio


In allegato comunicato stampa dei dirigenti veterinari dell'IZS della Lombardia e dell'Emilia


ALLEGATO :
COMUNICATO STAMPA dei dirigenti veterinari
dell'IZS della Lombardia e dell'Emilia



Brescia, 17 novembre 2006


Intendiamo manifestare la forte preoccupazione dei dirigenti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna (ente sanitario di diritto pubblico biregionale) per quanto sta accadendo allo stesso.

L’Istituto, che territorialmente si estende nell’ambito delle regioni che posseggono oltre il 24% del patrimonio zootecnico italiano ed il 35% del settore della trasformazione agro-alimentare, è da ieri 14/11/06 gestito da un “Collegio Commissariale” in sostituzione del Direttore Generale, figura statutariamente preposta quale legale rappresentante dell’ente.

Quanto accade deriva dal fatto che sebbene ampiamente nota agli Organismi regionali di competenza, e per tempo, la necessità di provvedere entro il 01/10/06 alla designazione del legale rappresentante in scadenza, si sono lasciati trascorrere i termini senza addivenire ad una comune decisione, come stabilito dalle disposizioni di legge in proposito.

La mancanza della “figura perfetta” del rappresentante legale va a limitare l’operatività dell’ente al solo esercizio delle attività di ordinaria amministrazione nonché agli atti essenziali ed indifferibili, proprio nel momento in cui si rende necessaria una programmazione a medio e lungo termine su attività fondamentali per la collettività, in particolare la “Sicurezza alimentare” e la tutela sanitaria nell’ambito della filiera agro-alimentare. È di recente memoria l’impegno e l’attività, immediati e puntuali, svolti dall’Istituto a favore della collettività nelle situazioni di criticità quali “mucca pazza” (BSE), aflatossine nel latte, influenza aviaria.

Stante la situazione creatasi siamo quindi fortemente preoccupati per il futuro, anche per quanto concerne possibili scelte di assetti gestionali e territoriali dell’Istituto stesso che potrebbero mettere in pericolo l’unitarietà del nostro ente, con pesanti ripercussioni sui servizi e sulle garanzie che quotidianamente vengono forniti.

In aggiunta, non comprendiamo le motivazioni a fronte delle quali sia scaturita la decisione di nominare un Collegio Commissariale di ben otto componenti, per “l’esercizio delle attività di ordinaria amministrazione nonché agli atti essenziali ed indifferibili”, quando gli stessi, nel pregresso, sono stati gestiti da una unica figura: il Direttore Generale.

I dirigenti dell’Istituto chiedono pertanto un impegno serio e concreto da parte delle Autorità e componenti politiche delle due Regioni, ma anche del Ministero della Salute, affinché venga garantita quella unità di intenti, operativa, organizzativa e logistica che ha caratterizzato l’Istituto Sperimentale di via Bianchi nei suoi 85 anni di storia, individuando in tempi brevi, e secondo le norme vigenti, la figura idonea a garantire strategie di sviluppo e di impegno per il perseguimento dei fini istituzionali dell’Ente, il cui valore sociale è, come sopra accennato, di evidente rilievo e importanza per l’impatto sulla salute pubblica e sull’economia del comparto agro-alimentare.





I dirigenti veterinari
dell’IZS della Lombardia e dell’Emilia




 
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