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13 Aprile 2004
COMMISSIONE RANDAGISMO E BENESSERE
ANIMALE DEL MINISTERO DELLA SALUTE
PREMESSE
In merito al dibattito svoltosi in seno alla Commissione
del Ministero della Salute, di cui la FNOVI fa parte,
ed agli argomenti di cui la Commissione è chiamata a fornire
indicazioni, la FNOVI precisa che l'obiettivo primario
delle Commissione deve essere quello di proporre innanzitutto
un rilancio della legge 281/91 affinché sia resa operativa
e fatta rispettare su tutto il territorio nazionale. L'applicazione
diffusa della legge porterebbe ad un'anagrafe canina reale
ed efficiente, indispensabile per la lotta al randagismo
e per ridurre il fenomeno delle aggressioni canine, oltre
che per diffondere la cultura del possesso responsabile
del cane e degli animali in genere; ogni cane deve poter
essere collegato ad una persona che ne è responsabile
di fronte alla società dal punto di vista civile e penale
(cani pericolosi, abbandono, maltrattamento).
La legge 281/91, inoltre, prevede la sterilizzazione dei
cani e dei gatti randagi (non di proprietà) che richiede
un impegno gravoso per la sua realizzazione e che deve
essere ottimizzato attraverso una collaborazione tra veterinari
pubblici e veterinari liberi professionisti. A questo
proposito e per la gestione dei canili-rifugio è necessaria
una ripartizione dei fondi disponibili, con le opportune
garanzie per la loro efficienza e per il rispetto del
benessere animale. Secondariamente, potranno essere proposte
iniziative indirizzate all'educazione dei proprietari
dei cani e dei gatti per la riproduzione responsabile
di questi animali e per il controllo delle nascite, oltre
che per regolamentare l'allevamento ed il commercio dei
cani, di concerto con altre organizzazioni, Ministeri
ed enti coinvolti.
ANAGRAFE CANINA
1. l'anagrafe canina, per essere efficiente, oltre ad
adottare e rendere operativi dei sistemi moderni come
il microchip, ormai in via di adozione da parte di tutte
le regioni, deve coinvolgere il più possibile tutti i
veterinari e non solo quelli del SSN, in modo da favorire
la registrazione "spontanea" da parte dei possessori di
cani, facilitando in questo modo la diffusione e la pratica
della registrazione anagrafica a livello di tutte le strutture
veterinarie private ampiamente diffuse su tutto il territorio
nazionale e riducendo così anche i costi pubblici;
2. l'anagrafe canina deve poter integrare l'identificazione
dei cani di razza iscritti al libro genealogico dell'ENCI,
per i quali vige tutt'ora un'anagrafe distinta ed autonoma,
che generalmente non garantisce la tracciabilità dei passaggi
di proprietà e che comunque rimane distinta dalle anagrafi
canine regionali; l'identificazione dei cani di razza
ai fini della registrazione sul libro genealogico dovrebbe
essere la stessa che è prevista dagli obblighi di registrazione
della legge 281/91, che incombe su tutti i cani presenti
sul territorio nazionale, siano essi meticci o di razza
pura;
3. l'anagrafe canina, realizzata a livello regionale,
per essere realmente efficace, deve trovare un coordinamento
a livello nazionale, presso il Ministero della Salute,
affinché siano armonizzate il più possibile le procedure
e ridotta al massimo la burocratizzazione;
4. le banche dati regionali dovranno prevedere un accesso
web nazionale con un motore di ricerca interregionale
che, pur garantendo il rispetto della privacy e la proprietà
regionale dei dati, consenta di poter rintracciare i proprietari
dei cani smarriti o abbandonati, fornendo il luogo della
loro registrazione;
5. l'obbligo dell'anagrafe canina, evidenziandone gli
aspetti di educazione civile e di possesso responsabile
dell'animale, deve essere pubblicizzato maggiormente sia
nei punti "caldi" di riferimento e aggregazione dei proprietari
di animali da compagnia: ambulatori veterinari, negozi
pet-shop, toelettatori, allevamenti, sia attraverso informazioni
diffuse dai Comuni e spot pubblicitari (giornali, radio
e tv), nonché nelle scuole pubbliche e private;
6. in una seconda fase l'anagrafe canina necessiterà di
un maggior controllo da parte dei vigili urbani e di altre
autorità preposte sull'assolvimento dell'obbligo di registrazione:
a questo scopo sarebbe auspicabile un "tesserino" plastificato
da consegnare a chi ha registrato il proprio cane e da
esibire in caso di controllo;
STERILIZZAZIONE DI CANI E
GATTI RANDAGI, SENZA PROPRIETARIO
1. la sterilizzazione ai fini del contenimento del randagismo
deve riguardare unicamente i cani randagi, abbandonati
e ricoverati presso le strutture preposte e quelli "di
quartiere", dove presenti, attraverso iniziative promosse
da ogni ASL, con sterilizzazioni chirurgiche o farmacologiche
programmate ed effettuate direttamente dalle ASL che dispongono
di strutture e personale adeguati a questo scopo;
2. qualora le ASL non disponessero di strutture autonome
per la sterilizzazione chirurgica di questi animali, potranno
stipulare convenzioni con veterinari liberi professionisti,
con l'approvazione dei vari Ordini Provinciali: le Convenzioni,
la cui approvazione da parte degli Ordini è obbligatoria
per il veterinario che le stipula (art.69 del Codice Deontologico),
potranno contemplare una riduzione massima del 20% sui
tariffari minimi approvati dagli Ordini Provinciali; riduzioni
superiori al 20% non sono ammesse in quanto non garantirebbero
i livelli minimi di qualità delle prestazioni;
3. si evidenzia che i programmi di sterilizzazione non
possono riguardare gli animali di proprietà perché tale
servizio non rientra negli obiettivi del piano sanitario
nazionale e nei livelli essenziali di assistenza (LEA)
che la sanità pubblica è tenuta ad assicurare; l'utilizzo
di fondi pubblici per favorire interessi privati è inammissibile,
considerando anche che questo genere di servizio è già
ampiamente garantito su tutto il territorio nazionale
da oltre 5.000 strutture veterinarie private.
CANILI-RIFUGIO
1. Le risorse disponibili, da ripartirsi secondo il censimento
del Ministero della Salute sulle strutture attivate o
controllate delle varie ASL, dovranno servire a garantire
condizioni ambientali adeguate alle norme igienico-sanitarie
ed alla tutela del benessere animale;
2. tali risorse dovranno in parte essere devolute alle
sterilizzazioni chirurgiche ed alle cure veterinarie dei
cani raccolti nei canili e gattili-rifugio, sotto la vigilanza
delle ASL responsabili per competenza territoriale;
CONTROLLO DELLE NASCITE E
RIPRODUZIONE RESPONSABILE DEI CANI DI PROPRIETA'
1. il controllo delle nascite nella popolazione canina
di proprietà non può essere imposto d'ufficio, né è pensabile
gravare le casse dello Stato di questa spesa senza incorrere
nella distrazione di fondi pubblici; occorre invece un'opera
di informazione che riguarda sia il possesso responsabile
del cane che la sua riproduzione responsabile; informazioni
sui vari mezzi di controllo delle nascite, che tengano
conto degli aspetti positivi e negativi delle procedure
chirurgiche e delle alternative farmacologiche; non è
scientificamente corretto proporre la sterilizzazione
chirurgica "a tappeto" di tutti cani in quanto esistono
controindicazioni specifiche sia mediche che comportamentali;
ogni caso specifico deve essere valutato dal veterinario
curante assieme al proprietario del cane;
2. la riproduzione responsabile del cane deve contemplare
anche la registrazione obbligatoria delle cucciolate presso
l'anagrafe canina e le successive variazioni di proprietà,
anche da parte degli allevatori, sia professionali, sia
amatoriali;
3. la vendita di cuccioli e di cani adulti già identificati
e la comunicazione all'anagrafe dei relativi passaggi
di proprietà permetteranno sempre la loro tracciabilità
e l'identificazione del loro proprietario effettivo.
ANAGRAFE FELINA
1. per la natura stanziale dei gatti randagi, che vivono
in colonie già controllate a livello delle associazioni
protezionistiche e delle ASL, e per le abitudini domestiche
dei gatti di proprietà, non si ritiene prioritario un
impegno regionale e nazionale per la realizzazione di
un'anagrafe felina;
2. in nessun paese europeo è stata realizzata un'anagrafe
felina nazionale, per l'assenza delle motivazioni sanitarie
che hanno invece determinato la realizzazione delle anagrafi
canine, come il randagismo canino fonte di zoonosi e di
pericolosità sociale;
3. in ogni caso un impegno ora per la realizzazione dell'anagrafe
felina distoglierebbe le risorse e gli sforzi che sono
invece indispensabili per la realizzazione di un'anagrafe
canina efficiente e diffusa su tutto il territorio nazionale.
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