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Roma 29 novembre 2006
Prot. n. Prot. n. 3859/2006/F/gp
Al Direttore di Italia Oggi
PAOLO PANERAI
Via Marco Burigozzo 5
20122 M I LA N O
OGGETTO: CON RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE INTEGRALE
Egregio Direttore,
in quanto Categoria pubblicamente chiamata in causa, confidiamo nel
diritto di replica alle dichiarazioni rilasciate dal Garante per la Concorrenza Antonio Catricalà
al suo giornale, in data 29 novembre u.s..
Nell’intervista rilasciata ad Agnese Tommasi (Sulle tariffe superato pure
l’Antitrust), il Presidente Catricalà svolge alcuni passaggi sulle tariffe minime e
sull’interesse pubblico della professione medico-veterinaria che ci sentiamo in dirittodovere
di commentare altrettanto pubblicamente.
E’ con disappunto che leggiamo in particolare la seguente dichiarazione: “Laddove
è adeguato il vincolo rispetto all’interesse pubblico si può intervenire. Se è vero che
c’è un problema di sicurezza nella tariffa minima degli ingegneri (io non lo credo) allora
è giusto inserire una forma di protezione. Ritenere che debba avere una tariffa minima
un veterinario non ha senso”.
E’ noto che la Categoria medico-veterinaria è stata oggetto di una istruttoria Antitrust
e che il contenzioso – anche per il subentro del Decreto Bersani – è in via di conclusione.
E’ altrettanto noto che la Categoria ha una visione di se stessa diversa da quella
dell’Antitrust, tuttavia la Federazione degli Ordini dei Veterinari Italiani ha interagito con
il Garante, mantenendosi su posizioni di discrezione e di rispetto, tanto nei diretti rapporti
con esso quanto nel darne pubblicamente conto ai medici veterinari italiani. Le rispettive
posizioni sono consultabili al sito ufficiale dell’AGCM.
Se però il Presidente dell’Antitrust ritiene di smettere i panni di rappresentante di
una Autorità indipendente, di esulare dal mero ruolo di “autorità di regolazione” per concedersi
agli organi di stampa con pareri personali sul significato dell’interesse pubblico di
una professione e della nostra in particolare, riteniamo che chi scrive abbia il diritto di fare
altrettanto e, nel caso, di dissentire profondamente.
Che la professione medico-veterinaria – alla quale compete la sanità animale anche
in funzione di obiettivi di sanità pubblica e di sicurezza alimentare – svolga attività di
interesse pubblico è evidente, come è evidente che il Presidente Catricalà non ha nozioni
in materia di malattie trasmissibili dall’animale all’uomo, né di salute e benessere animale.
Non è certo questa una colpa, anzi è la migliore dimostrazione della differenza che
passa tra un professionista portatore di determinate conoscenze intellettuali e un soggetto
diverso; ciò dimostra che solo chi è iscritto all’ordine dei medici veterinari ha il pieno
possesso intellettuale della scienza che mette al servizio della collettività e che i suoi atti
professionali sono a buon diritto “creazione dell’ingegno”, del suo esclusivo Sapere.
Se è vero che il Garante ha il compito riconosciuto di tutelare i principi della concorrenza
a vantaggio del mercato e di chi vi opera, è altrettanto vero che la Federazione
Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani, che ha il compito istituzionale riconosciuto
di rappresentare la professione medico-veterinaria, ha il diritto-dovere di difenderne
l’immagine e la credibilità, quando inopinatamente offese.
Il Presidente della Federazione Nazionale
degli Ordini dei Veterinari Italiani
Dott. Gaetano Penocchio
ALLEGATI:
La Risposta di Italia Oggi (1.12.2006)
(unico file PDF, dimensione 433 KB, apre su nuova finestra)
File PDF del testo pubblicato
(unico file PDF, dimensione 78 KB, apre su nuova finestra)
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