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Roma 7 agosto 2006
Prot. n. 2602/2006/F/laa
Circolare n. 15/2006
AI PRESIDENTI
DEGLI ORDINI PROVINCIALI
AI MEMBRI
DEL COMITATO CENTRALE
AI MEMBRI DEL COLLEGIO
DEI REVISORI DEI CONTI
L O R O S E D I
OGGETTO: I miei primi 100 giorni.
Oggi sono trascorsi 100 giorni da quando i Presidenti degli Ordini hanno rinnovato il Comitato Centrale della FNOVI e lo stesso mi ha affidato la Presidenza della Federazione. In 100 giorni abbiamo assistito ad una serie di eventi che hanno portato la Federazione a fare bruscamente i conti con situazioni che languivano da anni (senza effetti) e che improvvisamente hanno inciso sul nostro presente e condizioneranno in misura importante il nostro futuro.
Al lavoro un Comitato Centrale voluto e votato da tutti, costruito con l’apporto del Sindacato dei Veterinari di Medicina Pubblica e dell’ANMVI, determinati ad interpretare un ruolo attivo nel processo normativo di Riforma delle professioni. Nel manifesto elettorale, non a caso, ci si proponeva di rivedere alcuni vincoli considerati anacronistici tra i quali quelli riguardanti la pubblicità e gli aspetti organizzativi, societari e fiscali delle attività veterinarie.
Codice deontologico: un passaggio fondamentale nel processo di revisione delle nostre regole risultava essere la riscrittura del Codice Deontologico, per molti versi anacronistico, più impegnato a regolare in modo dettagliato i rapporti tra veterinari che ad occuparsi del rapporto tra la professione ed i cittadini (utenti/clienti) o gli animali.
Un codice messo in discussione da una ispezione dell’Antitrust, che, neppure un mese dopo l’insediamento del Comitato Centrale, ha attivato una procedura di infrazione ipotizzato una intesa restrittiva della concorrenza posta in essere proprio dalla FNOVI e dall'Ordine di Torino volta ad alterare le dinamiche competitive del mercato, attraverso la fissazione di tariffe minime inderogabili e l'imposizione di limitazioni all'attività pubblicitaria. Situazione questa superata nei fatti dal Decreto sulla competitività più noto come Decreto Bersani, che ha imposto la revisione delle disposizioni deontologiche entro il 1 gennaio 2007.
Il lavoro, che inizierà subito dopo il periodo estivo, prevede l’acquisizione di indicazioni da parte degli Ordini, lo studio di un gruppo di lavoro attivato allo scopo e una serie di audizioni con le componenti interne alla Categoria e fuori dalla stessa.
Siamo certi che saremo capaci di riscrivere le nostre regole adeguandole ed armonizzandole con le norme attuali. Il codice dovrà contenere previsioni deontologiche che, per la prima volta, si interesseranno di problematiche quali le caratteristiche del servizio offerto, del prezzo e dei costi complessivi delle prestazioni. Con questo strumento, per esempio, potranno essere perseguiti i contenuti e gli strumenti pubblicitari che non risulteranno caratterizzati da verità e trasparenza.
Una nuova organizzazione: dietro l’angolo un progetto di modernizzazione dell’organizzazione, adeguamento dell’ambiente e dei servizi. Una sede delle FNOVI da ristrutturare ed adeguare alle normative sulla sicurezza (i lavori di adeguamento avranno inizio entro fine settembre), un contesto organizzativo di non facile gestione che prevede revisioni di procedure, modifica degli orari di apertura al pubblico, l’informatizzazione dell’ufficio, un modo diverso di comunicare, già attivo solo per quanto attiene il flusso quasi giornaliero di notizie riprese dal sito ufficiale (a sua volta in corso di trasformazione) ed un nuovo ruolo attivo per gli Ordini professionali. Un modo, questo, di gestire e condurre le cose, ancora oggi non compreso, impostato solo sui risultati; insomma un grande lavoro da realizzare insieme al nuovo Comitato Centrale da conoscere ed armonizzare.
Accesso alla professione: sempre in questi primi 100 giorni il Decreto che riformava l’accesso alle professioni, già firmato dal Presidente della Repubblica, è stato fermato dalla Corte dei Conti. Le previsioni in esso contenute, quali praticantato e revisione dell’Esame di Stato (la composizione delle commissioni, il numero e l’organizzazione delle prove e la loro armonizzazione su scala nazionale), frutto di un lungo confronto Università – Professioni, sono rinviate. Si riparte con le regole vecchie ed un Esame di Stato che, almeno in Veterinaria, non serve a nulla. E’ questo il risultato atteso dall’Antitrust che persegue le lauree abilitanti. Lavoreremo con il nuovo Governo per rappresentare la nostra realtà ed arrivare ad una riforma dell’accesso alla nostra professione.
Veterinario Aziendale: siamo vicini alla definizione della figura del Veterinario Aziendale (questa la nostra volontà e quella del Governo, confermata dal Sottosegretario Patta in un recente incontro). Il Veterinario Aziendale sarà il sanitario di fiducia dell’allevatore che metterà a disposizione dell’autorità competente (il veterinario ufficiale, figura centrale del sistema dei controlli) informazioni utili ad integrare ed aggiornare il sistema pubblico di sorveglianza epidemiologica e di sicurezza alimentare.
Ecm: nella ipotesi di formulazione del Piano Nazionale di Formazione sono stati inseriti obiettivi rispettosi del nostro profilo professionale; ciò grazie all’intesa FNOVI – Dipartimento Sanità Pubblica Veterinaria. Aspettiamo ora di disporre delle certezze e delle progressioni del sistema che auspichiamo da anni. Intanto sono state approvate, non senza fatica, le sperimentazioni di FAD (formazione a distanza) in Veterinaria.
Formazione: 100 giorni per porre le basi alla formazione dei dipendenti degli Ordini e dei Presidenti. Il 17 e 18 novembre a Roma presso l’ENPAV si terrà un Consiglio Nazionale della FNOVI. In concomitanza con questo appuntamento, si svolgeranno alcuni eventi di aggiornamento rivolti ai dipendenti (riguardanti la sicurezza, la privacy, la gestione economica) ed ai Presidenti degli Ordini (cui verrà riservata una sessione sul procedimento disciplinare). Il finanziamento degli eventi di aggiornamento, destinati al personale dipendente, dovrebbe essere assicurato dal Fondo Interprofessionale che la FNOVI ha promosso c/o gli Ordini.
Tavoli tecnici: molti i tavoli tecnici che ci vedono protagonisti attivi; registriamo in questi giorni la richiesta del Ministero delle Politiche Agricole di attivare un tavolo che comprenda, oltre allo stesso Ministero, gli Ordini nazionali degli Agronomi, dei Veterinari, il Collegio degli Agrotecnici, nonchè le Facoltà di Agraria e Veterinaria; l’obiettivo quello di evitare percorsi ed ipotesi di profili professionali poi oggetto di contenzioso (quali quello dello Zoonomo). Parteciperemo a quel tavolo perché riteniamo utile il confronto, ma continuiamo a nutrire molte aspettative da altre occasioni di confronto. E’ il caso, per esempio, del tavolo sulla professione veterinaria allestito dal Ministero della Salute dove siedono Università, FNOVI, Ministero e Regioni. E’ bene inoltre conoscere che la FNOVI ha allestito una collaborazione stabile con AISA, ha aperto un tavolo con AIA e Coldiretti, ponendo i presupposti per un confronto con le associazioni degli allevatori ed ha posto basi di collaborazione con la LAV e con le Associazioni animaliste.
100 giorni difficili: sono stati 100 giorni non facili nel corso dei quali abbiamo agito con serietà e coerenza, facendoci apprezzare dalle altre Professioni e dal CUP, allestendo, pur in un momento di difficoltà, buoni contatti con le Istituzioni (in particolare con i Ministeri della Salute e delle Politiche Agricole), ma sono stati 100 giorni nei quali si sono cambiate le regole senza sentire le professioni, utilizzando strumenti che non hanno dato voce ai professionisti. Situazione questa che (è noto e indifferibile) è preliminare ad un vero e proprio progetto complessivo di revisione giuridica e legislativa delle professioni intellettuali e degli Ordini professionali.
La Confindustria non perde occasione per invocare l’abolizione degli Ordini. Ciò in ragione di un eccesso di liberismo incentrato sull’equiparazione delle prestazioni professionali intellettuali a prodotti industriali da vendere al prezzo più basso.
L’Antitrust persegue la politica contro le Corporazioni che impediscono al Paese di camminare, lotta per abolire numeri chiusi, esami di Stato, praticantati (considerati barriere d’accesso alle professioni) e nega o non sa che i nostri Ordini sono i più affollati d’Europa.
I Sindacati (non sto parlando di sindacati professionali, ma di Cgil, Cisl e Uil) vorrebbero riservare agli Ordini le sole funzioni di tenuta degli Albi, di verifica dell’aggiornamento professionale e del rispetto del Codice deontologico. La rappresentanza professionale della Categoria dovrebbe quindi (sempre secondo costoro) essere affidata non più agli Ordini, ma ad associazioni private liberamente costituite dagli iscritti agli Albi. Né, secondo loro, gli Ordini potrebbero essere utili nella definizione degli standard di qualità delle prestazioni che spetterebbe invece alle Autorità pubbliche competenti, che si dovrebbero confrontare con le parti sociali e i rappresentanti degli utenti.
Le professioni: i servizi professionali costituiscono il 20% del Pil. Gli occupati sono, secondo le stime Censis, circa 5 milioni tra professioni regolamentate e nuove professioni. L’occupazione, cresciuta fino al 2004, registra un’inversione di tendenza, con una tendenziale diminuzione degli occupati. Il settore appare largamente frammentato e poco innovativo, inadeguato rispetto alla domanda che chiede maggiori servizi e migliore qualità. Un mondo quello professionale nel quale convivono alti redditi riservati a pochi, accanto a una ampia fascia di precariato.
La nostra Professione è numericamente piccola, ma portatrice di insostituibili valori di salute. Oggi più che mai, alla vigilia della riforma delle professioni, dobbiamo essere presenti, cercare consenso e parlare ad una voce. Dobbiamo parlare con i cittadini e spiegare loro, prima ancora che all’Antitrust o alla parte politica, che le professioni intellettuali, le professioni della salute, in particolar modo la nostra Professione, non possono essere impiegatizzate. I cittadini debbono conoscere compiti e significato degli Ordini professionali, che non sono corporazioni, ma enti ausiliari dello Stato che hanno dignità e necessità di esistere in tutti quei casi dove ci si trovi di fronte a degli interessi generali da tutelare.
Cordiali saluti.
IL PRESIDENTE
(Dott. Gaetano Penocchio)
DOCUMENTI ALLEGATI
- Circolare n.15/2006
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